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PRESENTE

Dal 1970 al 2009

L’arte del progetto
Negli anni Settanta la Scuola prosegue nel processo di rinnovamento avviato nel precedente decennio e accoglie le spinte che vengono soprattutto dalle nuove generazioni.
Dopo la riforma, che istituisce il biennio sperimentale, si precisano in varie fasi gli obiettivi didattici. La finalità è la formazione di un operatore, dotato di abilità tecnico-applicative e di sensibilità progettuale, in grado di rispondere in modo duttile alle domande di una società in continuo cambiamento.
Si avverte continuamente nell’attività di questi anni un’oscillazione consapevole tra l’adesione al progetto per la produzione di serie e la riaffermazione orgogliosa delle pratiche artigianali. Pratiche che giustamente si continua a coltivare anche quando il successo delle nuove tecnologie sembrerebbe decretare l’inutilità dell’ intelligenza della mano.
Con giudizio l’Istituto ha, in questi trent’anni, continuato a collocare le sue migliori esperienze formative dentro questo dualismo, ricorrendo continuamente alla sua tradizione e accettando oggi la sfida della rivoluzione informatica.
Questa sezione, che riguarda l’attività della Scuola sotto la guida di Salvatore Fara e Niccolò Masia, spiega l’intreccio che si esprime normalmente nell’attività didattica e tra le diverse discipline.

Questa sezione della mostra è divisa in 4 gruppi tematici: le esercitazioni, le prove di segno/forma/colore, i progetti, gli oggetti. La sequenza, per come si è sviluppata in momenti diversi, esprime la continua interazione tra le discipline propedeutiche e quelle dei laboratori, che sono diventati 6 quando nei primi anni Settanta è istituito quello della Grafica pubblicitaria e della fotografia.
Le esercitazioni. Sono finalizzate all’apprendimento di tecniche e modalità espressive. Con ampi margini di libertà, si sperimenta su superfici e volumi per provocare reazioni dei diversi materiali e scoprirne le possibilità d’impiego.
Le prove di segno/forma/colore. Guardano indirettamente all’orizzonte del progetto, sono strutturate ma non mirano a sintesi esaurienti. Anche attraverso i molteplici linguaggi delle arti visive provano ad arrivare a composizioni coerenti.
I progetti. Le esplorazioni progettuali sono costituite da tante elaborazioni all’interno di un percorso, di appunti, di schizzi, di disegni quotati ecc. I lavori in mostra, anche in modo frammentario, spiegano le premesse metodologiche e la complessa articolazione dei procedimenti creativi.
Gli oggetti. Più che magistrali esecuzioni, sono la testimonianza di una pluralità di esperimenti conclusi, di ricerche interrotte, di processi ideativi, che trovano spunti in una rete di riferimenti a tecniche e materiali, a forme e funzioni, a linguaggi tradizionali e contemporanei.

Oggi l’Istituto è attualmente organizzato in sei laboratori ( Arte dei metalli e dell’oreficeria, Arte della ceramica, Decorazione pittorica, Arte della grafica pubblicitaria e fotografia; Architettura e arredamento, Arte del tessuto, della moda e del costume) che aggiornano continuamente gli obiettivi didattici; anche in modo coordinato con le discipline introduttive allo studio della forma e ai metodi di rappresentazione (come il disegno dal vero, il disegno geometrico, la plastica ). Completano la formazione le materie di base previste dall’ordinamento.
La Scuola, con la sua prestigiosa storia, è ancora oggi una delle più vivaci istituzioni culturali della Sardegna alla quale guardano con attenzione numerosi giovani della provincia che hanno trovato e continuano trovare interessanti sbocchi occupazionali legati alla formazione acquisita.

Dal mese di Settembre 2010 la Scuola subirà una trasformazione radicale diventando Liceo Artistico con tutti gli indirizzi previsti dalla Legge adeguandosi alla Riforma della Scuola Secondaria voluta dal Ministro Gelmini